Meet Ambramarie

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Rock attitude, rock lifestyle. La sua vita è appesa ad un microfono sia che si trovi sul palco, in radio o sui social. Per la nostra cover story abbiamo incontrato Ambramarie.

- Conduttrice radiofonica, VJ, musicista, autrice, sei davvero piena di risorse ma quali sono i 3 aggettivi che descrivono al meglio Ambramarie?
Forse ne basterebbe uno ed è: sconclusionata! Ma ve ne sparo tre più seri: malinconica, inquieta, ironica.

- Il filo conduttore di tutto ciò che fai è sicuramente il Rock, cosa significa questa parola per te?
Forse ho capito davvero il significato di questa parola al concerto di Eddie Vedder a Firenze, quello incredibile in cui è caduta una stella cadente mentre Eddie cantava “Imagine” di John Lennon. Al di là di quel momento pazzesco, ho capito il significato di “libertà e appartenenza” quando sul finale Eddie (come spesso fa anche coi Pearl Jam) ha cantato “Keep on rockin’ in the free world” di Neil Young. Vedevo la gente che si abbracciava, che saltava, che si commuoveva ed io facevo lo stesso tenendo la mano di mia madre, che era lì con me al concerto.
Viviamo in un periodo storico complesso, il concerto di Eddie Vedder arrivava cronologicamente dopo gli attentati di Manchester al concerto di Ariana Grande. Quella canzone in quel momento risultava come un urlo: “Non abbiamo paura e continueremo a non averne.” KEEP ON ROCKIN’ IN THE FREE WORLD! E quel momento mi ha fatto capire che il rock, finché avrà vita, porterà sempre avanti quegli ideali di gentilezza, amore, rispetto e passione che ammiro e che cerco di onorare ogni giorno.

- Quali sono i tre capi d’abbigliamento principali dello stile Ambramarie?
Calze a rete, maglioni enormi e shorts. 

- Il tuo mito assoluto è?
Jim Morrison. Compagno fedele di inquietudine e ribellione, con me per sempre sulla pelle, dato che mi sono tatuata il suo bel viso sul mio braccio sinistro.
(Però posso aggiungere anche Eddie Vedder almeno nella parentesi?!)

- Che ruolo ha instagram nella tua vita?
Io amo la fotografia. Tra le cose che più amo fare al mondo c’è sicuramente mettere la mia macchina fotografica al collo+le cuffie con la playlist giusta e vagare per la città. Quindi Instagram è il social che uso maggiormente. Però genera una dipendenza che non mi piace, sto cercando un po’ di disintossicarmi dai social, di mettere il telefono in stand-by quanto più possibile...solo che i social (purtroppo, o per fortuna, non l’ho ancora capito!) servono molto per il lavoro che faccio, quindi è un loop senza fine.

- E ora veniamo alla T-shirt: come la indossa una vera rocker?
Maniche risvoltate, l’accorci un po’ tagliando l’orlo in basso e la infili nei calzoncini a vita alta (anche se tanto continuerà ad uscire!).
E poi io amo mettere le mie T-Shirt preferite per andare a dormire: vuoi mettere svegliarti, trascinarti come uno zombie fino al bagno per lavarti i denti, maledire il mondo perché esiste la mattina, però ti guardi allo specchio e c’è David Bowie che si riflette con te sulla tua maglietta? Ti fa sentire già figo di prima mattina. (E non è poco.)

- Qual’è il tuo brano più significativo, quello che chiunque dovrebbe ascoltare per conoscerti più a fondo?
Probabilmente “Scritta col Veleno”, molto intima e intensa. Il videoclip del brano l’ho girato a New York, in un viaggio-fuga durato due mesi. Come vi dicevo, amo fotografare e girare video e quando vivevo a Williamsburg la mia unica occupazione della giornata era quella di scegliere un posto a caso della Grande Mela in cui vagare, scegliere la musica giusta che mi tenesse compagnia e mettere al collo la mia macchina fotografica. (Ero molto fortunata, lo so.) New York ti regala meraviglia ad ogni angolo e non è stato difficile riempire la memory card. Poi quei video sono rimasti dormienti per 3 anni nel mio hard-disk: riguardarli faceva troppo male perché New York mi manca sempre.
Poi quando ho cominciato a pensare al videoclip di “Scritta col veleno”, ho sentito che le immagini più adatte erano quelle che avevo girato per le strade di quella città, nella mia solitudine che tanto amavo, anche perché “Scritta col veleno” è legata proprio alla mia fuga e a quel viaggio.
Non è stato facile rispolverare l’hard disk, perché era una fitta al cuore ad ogni fotogramma, ma sono molto soddisfatta. Quel video e quella canzone sono una parte profonda di me.

- Nella playlist della tua vita, ad oggi, quali sono i 6 brani immancabili?

All I need - Radiohead
40 secondi di niente - Verdena
Wasteland - Woodkid
So sorry - Feist
Delicate - Damien Rice
Nantes - Beirut

- Oltre 2+2=AM il tuo nuovo programma su Radio Freccia sei in tour con i John Qualcosa, ci sono novità all’orizzonte?
Sicuramente la radio rimarrà una costante, poi continuerò a suonare con la mia band (Raffaele D’Abrusco, Mattia Degli Agosti, Michele Vanelli) ovunque ci sia posto per noi e stiamo anche cominciando a scrivere il nuovo disco...ma sarà una cosa lunga. I nostri dischi hanno sempre una gestazione molto complicata, ma forse perché siamo noi ad essere complicati e dei pigri sotto mentite spoglie. ;) Poi sto ultimando il disco con il mio side-project “John Qualcosa” (insieme a Raffaele D’Abrusco), vogliamo farlo uscire nel 2019. Ci tengo molto perché questo progetto racchiude tutto quello che più amo, è una fotografia nella quale sento di essere uscita bene. (E anche questo non è poco.) :)

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2 Comments

  • Bellissima e grandiosa come sempre

    Jess on
  • Innamorata.

    Jess on

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